Data: 21/07/2026
Immagini salienti
Dora tenta di corrompere il telegrafista
All’alba, nell’angusto Ufficio del Telegrafo, Dora si sporge sul bancone e tenta di corrompere il telegrafista Eustace Whitmore per farsi dire cosa Cip sia venuto a fare; lui rifiuta le monete, offeso e irremovibile.
Eventi principali
La sera successiva al deposito della denuncia, l’accampamento della carovana a Tre Pali è teatro di un lungo confronto. La situazione è nota: la denuncia contro i Tiratori del Punto Lungo è depositata presso lo sceriffo Josiah Tate, il giudice Cornelius Ashford ha fissato l’udienza per l’indomani mattina con Yargra delle Orme Profonde come querelante, e qualcuno — la donna della valigetta vista trattare con il capocarovana alla Pensione dell’Ultima Tavola — sta pagando Hector Brannagh perché il convoglio parta prima che il caso possa procedere.
Il dilemma è netto: onorare il contratto di scorta e partire con la carovana, o restare a Tre Pali per sostenere il caso in tribunale. Leman Russ, rientrato dal campo del clan orchesco — dove si ritrasforma da lupo in vista del paese —, si unisce alla discussione. Le posizioni si intrecciano tra fedeltà all’ingaggio, bisogno di denaro in un mondo nuovo e rispetto della legge, ma la sintesi arriva chiara: solo Leman e Kelvor Rivib resteranno in città, perché sono gli unici due ad aver visto e denunciato i fatti; gli altri proseguiranno con la carovana. Si ragiona anche sulla promessa dei clan di scortare il convoglio per un tratto, a garanzia della sua sicurezza anche senza il gruppo al completo.
Scende la notte e il gruppo organizza i consueti turni di guardia. All’alba tocca a Kelvor: mentre recita le preghiere rivolto a Est, il paladino nota nella città ancora deserta una piccola figura uscire dalla Pensione dell’Ultima Tavola e dirigersi all’Ufficio del Telegrafo. Riconosce uno gnomo — quasi certamente Cip Wenders, già visto il giorno prima spifferare con il vicesceriffo. Per non lasciare scoperto il campo, Kelvor sveglia Dora l’Esploratrice, più adatta al pedinamento.
Dora raggiunge di soppiatto il telegrafo e origlia il congedo: Cip ringrazia il telegrafista Eustace Whitmore «a nome della sua signora» — un riferimento trasparente ad Abigail Rooke — e si allontana verso la locanda senza accorgersi di lei. La ranger decide allora di affrontare direttamente Whitmore per farsi rivelare cosa lo gnomo sia venuto a fare. L’approccio, però, è disastroso: tono minaccioso, fretta e offerte di corruzione goffe e a salire (cinque, dieci, quindici, venticinque, trenta dollari). Whitmore — che pure sui piccoli vizi chiude un occhio — si offende e si chiude a riccio: ribadisce che quanto fatto dal «signor Cip» riguarda soltanto lui, che nulla è stato trasmesso o lasciato, e che al massimo, per trenta dollari, le direbbe «quello che vuol sentirsi dire». Dora esce a mani vuote e con un nemico in più.
Nel frattempo Gud Bender passa al Fondo del Barile a salutare l’oste Virgil Tench. Tra due chiacchiere cordiali, il nano mago si fa dire qualcosa sulla donna della valigetta: Rooke è un’affarista di riguardo, una con cui conviene stare in buoni rapporti — «meglio averla amica che nemica». I due si congedano affabilmente e Gud rientra alla carovana.
Riuniti, i personaggi tirano le somme. I «documenti» che Cip avrebbe ritirato al telegrafo potrebbero riguardare il processo del mattino, ma non c’è alcuna certezza — Dora stessa non sa se Whitmore abbia detto il vero. Con scetticismo, il gruppo decide di non inseguire oltre lo gnomo e di lasciare che la legge faccia il suo corso. Yargra è attesa in città in mattinata, e Leman esce lungo la pista da cui era arrivato per aspettarla e scortarla.
La sessione si chiude sul bivio: Leman e Kelvor restano a Tre Pali in vista dell’udienza imminente, mentre la carovana di Brannagh riparte lentamente verso Silverado, portando con sé Dora, Gud e Grombrindal. L’udienza vera e propria non viene giocata: resta come cliffhanger, insieme al dubbio su quale dei due gruppi abbia fatto la scelta giusta — e alla nuova nemica che Dora si è procurata al telegrafo.
Personaggi non giocanti incontrati
- Cip Wenders — Gnomo corriere di Abigail Rooke. Avvistato all’alba mentre esce dalla Pensione dell’Ultima Tavola e si reca al telegrafo; si congeda da Whitmore «a nome della sua signora». Non si accorge del pedinamento di Dora.
- Eustace Whitmore — Telegrafista di Tre Pali. Voce anziana e metodica; sta iniziando il normale turno del mattino. Rifiuta con sdegno il tentativo di corruzione di Dora, gestito nel modo peggiore possibile: da potenziale fonte diventa un’ostilità dichiarata.
- Virgil Tench — Oste gobbo del Fondo del Barile. In una chiacchierata cordiale rivela a Gud che Abigail Rooke è un’affarista di riguardo, «meglio averla amica che nemica».
- (Fuori scena, ma incombenti) Abigail Rooke — «la signora» per conto di cui Cip agisce al telegrafo; Hector Brannagh — capocarovana, riparte verso Silverado; Yargra delle Orme Profonde — querelante attesa in mattinata per l’udienza.
Luoghi visitati
- Ufficio del Telegrafo — Piccolo bugigattolo di Tre Pali, con sportellino sulla facciata e porta sul retro; poco distante dal tribunale, sul lato della Casa dei Registri. Regno di Eustace Whitmore. Teatro del fallito interrogatorio di Dora.
- Il Fondo del Barile — Saloon di Virgil Tench. Gud vi raccoglie la voce su Rooke.
- Accampamento della carovana / Tre Pali — Base del gruppo per la notte; punto di partenza della carovana verso Silverado.
- Pensione dell’Ultima Tavola — Da cui Cip esce all’alba; quartier generale informale di Rooke in città (riferita, non visitata).