Data: 16/06/2026

Immagini salienti

Jasper spiffera la denuncia allo gnomo Cip

Jasper Moody seduto sulla panca del porticato dell'ufficio dello sceriffo chiacchiera con lo gnomo Cip, mentre dall'interno Leman, Kelvor e Grombrindal osservano contrariati e Tate si sporge dalla finestra per riprendere il vice

Jasper Moody racconta i fatti della denuncia allo gnomo Cip sulla panca del porticato; dall’interno i tre avventurieri osservano contrariati, mentre lo sceriffo Tate si sporge dalla finestra per riprendere aspramente il suo vice.

Leman si trasforma in lupo al campo del clan

Leman Russ si trasforma in lupo al margine dell'accampamento orchesco mentre Yargra lo osserva con gratitudine e due guerrieri guardano con stupore reverente

Leman si allontana dall’accampamento trasformandosi in lupo nelle ultime luci del giorno; alle sue spalle Yargra lo guarda con riconoscenza mentre due guerrieri orchi osservano il mutamento con stupore e riverenza.

Eventi principali

La mattina si apre con Andrew Carver che distribuisce i turni di guardia alla carovana: un paio d’ore a testa durante la giornata, il resto libero. Il sole è appena sopra i tetti di Tre Pali quando Leman Russ, Kelvor Rivib e Grombrindal attraversano la strada principale diretti all’ufficio dello sceriffo.

Bussano alla porta. Una voce pigra li invita ad entrare. Dietro la scrivania trovano un uomo obeso, seduto con l’aria di chi aspetta che il turno finisca: Jasper Moody, vicesceriffo. I tre si presentano come membri della carovana di Brannagh e cominciano a fare domande — questioni legali, regolamenti sulla caccia nelle terre selvagge, giurisdizioni. Le risposte sono vaghe, approssimative, dette col tono di chi non ha mai aperto un codice. I tre non hanno ancora capito che l’uomo non è lo sceriffo e l’irritazione monta: possibile che la legge di Tre Pali sia in mano a un individuo simile?

La situazione si sblocca quando una voce giovane e sicura arriva dall’esterno e riprende il tizio grasso: è lo sceriffo vero, Josiah Tate, che ha sentito la conversazione e interviene. Si presenta porgendo la mano — alto, largo di spalle, stella federale lucidata, espressione aperta — e invita i tre nel suo ufficio. «Ditemi tutto.»

I tre raccontano: un centinaio di bisonti massacrati, compresi cuccioli e madri, nei pressi di un guado a est vicino alla Fattoria Barlow. Pelli asportate, piccoli finiti senza neppure una lavorazione completa. I sospettati sono i Tiratori del Punto Lungo, guidati da Harlan Pike — nome ottenuto da Elias Barlow alla cui fattoria la banda sostava regolarmente. Tate ascolta senza interrompere, pone domande precise sulla zona, la scala del massacro, la solidità delle prove. Kelvor ammette che le prove dirette sono circostanziali: i cacciatori alla fattoria, le pelli in lavorazione, le carcasse lungo la pista. Anche un sigaro dello stesso tipo trovato sul campo — ma Tate fa notare che tre quarti della città fuma lo stesso tabacco.

«Per la prima volta qualcuno mi porta informazioni davvero utili» dice lo sceriffo. «Ma da qui a poter fermare qualcuno, temo che ci passi ancora della strada.» Aggiunge che i Tiratori non sono sconosciuti a Tre Pali, ma con le voci non si arresta nessuno.

Leman solleva la questione orchesca: i bisonti sono la vita dei clan delle pianure. Tate annuì senza odio né scherno — «Gli orchi vivono grazie ai bisonti» — e conferma che la zona della strage ricade sotto i trattati con le tribù, il che configura un eccesso punibile. La presenza di cuccioli e la scala aggravano il caso.

Mentre parlano, i tre si accorgono che Jasper, dalla porta rimasta aperta, sta raccontando tutto quello che hanno detto a uno gnomo piccolo e nervoso — Cip — con il tono beato di chi non ha segreti perché non capisce il concetto di riservatezza. Quando lo fanno notare a Tate, lo sceriffo si incupisce. Si alza, va alla porta e ordina: «Jasper, vai a fare la ricognizione. Ora.» Lo gnomo sparisce rapidamente verso il centro città.

Tate trascrive la deposizione in una denuncia formale, la fa firmare e promette di portarla immediatamente alla Casa dei Registri. Il giudice Cornelius Ashford terrà udienza l’indomani — con un po’ di fortuna li convocherà in giornata per un colloquio preliminare.


Tornati alla carovana, i tre convincono Hector Brannagh a fermarsi un giorno in più, facendo leva sulla possibilità dell’udienza e sull’interesse che potrebbe avere per la carovana. Brannagh sospira ma accetta.


È il turno di Dora l’Esploratrice e Gud Bender di esplorare la città. Passano dall’emporio per provviste, poi si dirigono da un commerciante di armi. Dora mette gli occhi su una Colt di gran pregio: il negoziante le permette di provarla nel piccolo tiro a segno allestito nel cortile sul retro. L’arma è solida, precisa, e può usare sia le normali ricariche di sale e pietre da arma tecnomagica, sia speciali proiettili della Colt a danno maggiorato e rinculo ridotto. Dora acquista la pistola e cinquanta munizioni speciali.


Mentre sono in città, Dora e Gud notano lo gnomo Cip che si muove con passo rapido tra le vie. Lo seguono a distanza e lo vedono dirigersi verso il Piazzale dei Carri — verso la carovana. Segnalano la presenza agli altri. Grazie all’avviso, Grombrindal riesce a tenere d’occhio lo gnomo quando questi arriva all’accampamento e si avvicina a Brannagh. Cip parla brevemente con il capocarovana — lo invita a incontrare una «signora» non meglio precisata. Grombrindal non riesce a sentire tutti i dettagli, ma coglie l’essenza: qualcuno vuole parlare con Brannagh in privato.


Nel pomeriggio il vicesceriffo Jasper si presenta alla carovana: il giudice ha accordato un colloquio. Il gruppo si mette in cammino verso la Casa dei Registri. Mentre lasciano l’accampamento, vedono anche Brannagh uscire e dirigersi alla Pensione dell’Ultima Tavola. Gud, incuriosito, riesce a sbirciare dalle finestre: dentro, il capocarovana si sta incontrando con una donna in tailleur, un’agenda aperta in mano — aspetto di chi tratta affari con metodo.


Al secondo piano della Casa dei Registri, nella stanza austera che funge da tribunale, il giudice Cornelius Ashford — elfo alto, sottile, vestito di nero — li riceve. Non è ostile né amichevole: è glaciale e metodico. Ascolta con attenzione, fa domande mirate, non parteggia per nessuno. Dalla discussione emergono punti chiave:

  • La strage è avvenuta in territorio coperto dai trattati con le nazioni orchesche — perseguibile secondo il diritto federale.
  • Yargra delle Orme Profonde è una firmataria degli ultimi patti di pace: se intervenisse come querelante, la sua testimonianza avrebbe peso legale pieno, non quello ridotto di un semplice testimone orchesco.
  • Ashford non promette nulla oltre la procedura: accoglie la denuncia come atto formale e indica che l’udienza piena si terrà l’indomani, con o senza la querelante.

Si è fatta sera. Leman, Kelvor e Gud lasciano Tre Pali e raggiungono il punto concordato fuori città per l’appuntamento con Yargra delle Orme Profonde. La sciamana li attende. Le spiegano la situazione: denuncia depositata, sceriffo affidabile, giudice che riconosce il suo peso come firmataria. Yargra ascolta, valuta, e accetta di presentarsi in tribunale l’indomani.

Dopo lo scambio, Leman accompagna Yargra al piccolo accampamento del clan, a circa due ore di marcia serrata. Arrivato, decide di passare la notte lì — e si trasforma in lupo davanti agli orchi. Il gesto li colpisce profondamente: per il clan, un uomo che cammina nella forma degli spiriti animali è segno di comunione con le forze della terra. Il rispetto nei confronti di Leman cresce in modo tangibile.


All’accampamento della carovana, intanto, emerge la verità sull’incontro di Brannagh alla Pensione: al capocarovana sono stati offerti denaro e contratti di lavoro per la carovana — a patto che il convoglio parta l’indomani mattina, senza attendere l’udienza. La sessione si chiude su questa tensione aperta: l’udienza fissata, Yargra pronta a testimoniare, e qualcuno che sta pagando perché la carovana se ne vada prima che il caso possa procedere.

Personaggi non giocanti incontrati

  • Josiah Tate — Sceriffo di Tre Pali. Giovane, serio, affidabile: accoglie la denuncia con professionalità e la porta personalmente al giudice. Prima persona in città che prende sul serio le informazioni del gruppo.
  • Jasper Moody — Vicesceriffo. Obeso, bonaccione, incompetente: fornisce risposte vaghe, racconta i fatti del gruppo a uno gnomo sconosciuto senza pensarci due volte. Mandato in ricognizione da Tate per levarlo di mezzo.
  • Cip Wenders — Gnomo piccolo e nervoso, visto parlare con Jasper e poi dirigersi alla carovana per invitare Brannagh a incontrare una “signora”. Seguito da Dora e Gud.
  • Cornelius Ashford — Giudice elfo. Glaciale, metodico, ossessionato dalla procedura. Accoglie la denuncia e stabilisce che Yargra come firmataria dei trattati avrebbe peso da querelante.
  • Hector Brannagh — Capocarovana. Convinto a restare un giorno in più; nel pomeriggio incontra una donna sconosciuta alla Pensione dell’Ultima Tavola e riceve un’offerta di denaro e contratti in cambio di una partenza immediata.
  • Yargra delle Orme Profonde — Sciamana orca. Raggiunta al tramonto fuori Tre Pali, accetta di presentarsi come querelante al tribunale l’indomani.
  • Donna non identificata — Vista da Gud attraverso le finestre della Pensione dell’Ultima Tavola: tailleur, agenda in mano, tratta con Brannagh.

Luoghi visitati

  • Ufficio dello Sceriffo — Casetta di tavole sul lato nord della strada principale; cella sul retro, caffettiera calda, stella sulla porta. Qui avviene la deposizione della denuncia.
  • Casa dei Registri / Banco del Giudice — Secondo piano: banco rialzato, bandiera federale storta, sei sedie. Il colloquio con Ashford avviene qui.
  • Commerciante di armi — Negozio con cortile e tiro a segno sul retro. Dora acquista la Colt.
  • Pensione dell’Ultima Tavola — L’albergo rispettabile di Tre Pali; Brannagh vi incontra una donna sconosciuta nel pomeriggio.
  • Accampamento del Clan delle Orme Profonde — A due ore di marcia serrata fuori Tre Pali; Leman vi passa la notte in forma di lupo.