Vice sceriffo bonaccione che copre il turno di notte senza vedere, sentire o disturbare — la porta aperta che nessuno ha chiesto di chiudere.
Immagine
Ritratto di Jasper Moody.
Descrizione
Uomo sulla quarantina, di statura media ma largo — non grasso nel senso molle del termine, ma appesantito da anni di poca fatica e molta polenta. Le spalle sono ancora quelle di un uomo che una volta lavorava duro, ma il ventre le ha superate da tempo e gli preme contro il gilet come un sacco di farina mal chiuso. Il volto è tondo, rubicondo, con guance morbide, un doppio mento appena accennato e occhi azzurri piccoli, placidi, che guardano il mondo con la serenità beata di chi ha deciso molto tempo fa di non cercare guai.
I capelli sono biondo cenere, radi sulla fronte e pettinati di lato con una cura che tradisce un piccolo orgoglio. Porta baffi folti e morbidi, più chiari dei capelli, sempre un po’ umidi di caffè o di birra. La stella da vice è appuntata al gilet ma sembra quasi un’aggiunta casuale — non la lucida come Tate, non la tocca, non la guarda. La fondina c’è ma il revolver ci sta dentro come un inquilino che non esce mai di casa: oliato abbastanza da non arrugginire, sparato abbastanza poco da sembrare nuovo.
Veste una camicia chiara sempre un po’ sgualcita, un gilet di panno grigio che tira sui bottoni del ventre, pantaloni larghi, bretelle robuste e stivali bassi da città — mai quelli alti da cavaliere. D’inverno aggiunge un cappotto pesante che lo fa sembrare ancora più largo.
Eventi interessanti
- Sessione 010 Primo incontro con i PG: scambiato per lo sceriffo, fornisce risposte vaghe e racconta i dettagli della denuncia allo gnomo Cip. Mandato in ricognizione da Tate; nel pomeriggio porta ai PG la convocazione del giudice.