Regione: Middle West (Trepali, lato sud della strada principale) Tipo: Saloon di frontiera Gestore: Virgil Tench

Immagine

Veduta de Il Fondo del Barile

Interno del Fondo del Barile.

Aspetto

Il Fondo del Barile sta sul lato sud della strada principale di Trepali, quello dei recinti e delle fucine, dove nessuno finge che le cose vadano bene. L’edificio e’ largo e basso, costruito in fretta con tavole di pino mal stagionato che il sole ha gia’ cominciato a spaccare. Il portico sporge sulla strada con assi storte e un paio di colonne che non sono mai state dritte: ci dormono cani randagi, ci si siedono ubriachi, e quando piove l’acqua cola tra le fessure in rigagnoli marroni che nessuno pulisce.

Dentro, la luce e’ poca e calda: lampade a olio appese a ganci di ferro, una finestra sul retro che non si apre piu’, e il riflesso opaco di uno specchio incrinato dietro le bottiglie. Il bancone e’ di quercia scura, lungo abbastanza da servire dieci uomini in piedi, macchiato di cerchi di bicchiere sovrapposti come anelli d’albero. Dietro, scaffali di legno grezzo reggono bottiglie senza etichetta, barili piccoli, bicchieri spaiati e una bilancia per pesare pepite che Virgil usa anche per pesare le bugie dei clienti.

I tavoli sono rotondi, bassi, con segni di coltello e bruciature di sigaro. Tre o quattro servono per il gioco; gli altri per bere e parlare, che a Trepali sono spesso la stessa cosa. Una stufa di ghisa nell’angolo nord-est e’ l’unico motivo per cui d’inverno la gente resta dopo il terzo bicchiere.

Nell’angolo opposto, contro la parete ovest, c’e’ il pianoforte: un verticale di noce scuro con un pannello laterale coperto di rune incise nel rame, ora di nuovo lucide dopo una riparazione recente. I tre fori di proiettile nella cassa armonica restano visibili come cicatrici, ma i sigilli sono stati ripristinati e lo strumento ha ripreso a suonare da solo — l’elementale vincolato produce di nuovo melodie senza bisogno di mani. Virgil ci tiene piu’ che a qualsiasi bottiglia dietro il bancone.

Sul retro, una porta bassa porta alla cucina dove un halfling di cui nessuno ricorda il nome taglia cipolle, frigge lardo e tiene un coltello troppo affilato per il mestiere che dichiara. C’e’ anche una scala ripida che sale a tre stanze al piano di sopra: due si affittano a ore o a notte, la terza e’ quella di Virgil.

Punti di interesse

  • Il bancone - Dieci posti in piedi, whisky annacquato per i disperati e whisky vero per chi paga il doppio. Virgil serve, ascolta e tiene il conto.
  • Il pianoforte tecnomagico - Manufatto della East Coast, ottenuto da Virgil come risarcimento per una storia losca. Tre proiettili nella cassa e rune scheggiate: è stato riparato da Gud Bender durante la sessione 009 e ha ripreso a suonare. Virgil deve un favore al nano.
  • I tavoli da gioco - Poker, dadi, scommesse su qualsiasi cosa. Virgil non arbitra, ma ricorda chi bara.
  • Le stanze al piano di sopra - Due si affittano; la terza e’ di Virgil. Quello che succede sopra non e’ affar suo, purche’ non sporchi le scale.
  • La cucina - Dominio di un halfling taciturno con un coltello troppo affilato. Lardo fritto, cipolle, pane duro, caffe’ nero.

Storia e origine

Il Fondo del Barile non e’ nato come saloon. Era un magazzino di sale e pellame che il proprietario precedente ha abbandonato quando i debiti sono diventati piu’ pesanti delle botti. Virgil Tench ci e’ entrato con un contratto di subaffitto che nessuno ha mai verificato troppo da vicino, ha inchiodato un bancone dove prima c’erano scaffali, ha appeso una lampada e ha cominciato a versare.

Il pianoforte e’ arrivato dopo — trasportato su un carro coperto da un uomo che doveva a Virgil piu’ di quanto potesse pagare in contanti. La storia cambia ogni volta che Virgil la racconta: a volte c’e’ un incendio, a volte un debito di gioco, a volte un morto che non si e’ piu’ fatto vivo. L’unica cosa certa e’ che per qualche mese il Fondo del Barile e’ stato l’unico posto tra Valdoren e la Frontiera dove si poteva bere ascoltando musica senza pagare un musicista. Poi la rissa, i proiettili, il silenzio.

Da allora il saloon e’ quello che e’: un posto dove si beve, si parla troppo, si gioca male e si dorme peggio. Non e’ il peggiore di Trepali, ma non prova nemmeno a essere il migliore.