Data: 28/04/2026
Riassunto
La scena alla Fattoria Mercer si conclude: Kelvor Rivib ricostruisce la dinamica dell’attacco durante un breve giro di ricognizione e si occupa delle cure; Dorothy Mercer resta quasi sempre accanto a Dora l’Esploratrice. La carovana dibatte dell’orfanella e della proprietà; Grombrindal, furioso e lordo di sangue rappreso, incarna la rabbia contro chi vorrebbe profittare della bambina. Si decide di accamparsi e mandare messi a Silas Drummond; Olaf Halverson, carovaniere dalla barba incolta e le sopracciglia cispose, si propone di adottarla assicurando che anche Maren, sua moglie, sarebbe d’accordo. Gud Bender lancia Individuazione del magico senza trovare nulla oltre alle armi già note; Theodor Strand segue le tracce e forma un’ipotesi sul movente; Kelvor e Dora seppelliscono Henry e Martha, mentre i briganti sono trascinati nel campo e lasciati a corvi e avvoltoi. Al suo arrivo, lo sceriffo negozia tutela e menzogna legale «conveniente» e ricorda quanto costi far correre una parola verso Selvarno lungo i fili del telegrafo ancora in espansione; Kelvor chiede le taglie — credito di 40 dollari a Valdoren quando torneranno. Nelle ore buie, nani e mezzelfi sono privilegiati per le guardie grazie alla scurovisione.
Immagini salienti
Dora e Dorothy nell’accampamento

Dora resta accanto a Dorothy Mercer nell’accampamento notturno dopo la strage alla Fattoria Mercer.
Kelvor sotterra i Mercer

Kelvor Rivib seppellisce Henry e Martha Mercer alla Fattoria Mercer dopo l’assalto dei briganti.
Eventi principali
La carovana è ancora alla Fattoria Mercer. Si osserva il podere: frutteto con mucchio di pietre al centro, orto recintato vicino al pozzo, mais alto, grano più lontano, stalla e recinto con il muggito della vacca. Dentro casa tutto è misero; la dispensa sotto la botola ha ancora viveri.
Si ricompone il quadro familiare insieme a Dorothy: lei è sconvolta, si getta ai piedi di chi le sta davanti; nei singhiozzi nomina Tobias — il fratellino già morto da tempo — poi madre e padre, presi nell’imboscata di quella giornata. Kelvor medicina le ferite della bambina e, da lì in poi, Dorothy si tiene vicina Dora quasi senza staccarsi.
Hector Brannagh resta sulla soglia senza entrare; il gruppo è in cucina con la bambina. Convoca una riunione nel cortile — un uomo per carro, le donne restano sui carri come vuole l’uso — e non può decidere da solo per tutti.
Nel frattempo Kelvor effettua il breve giro di ricognizione e ricostruisce la dinamica: i briganti sono sbucati da dietro il campo di mais mentre Henry lavorava nell’orto; l’hanno colpito con precisione mentre riportava gli attrezzi. Le tracce corrono verso casa: Martha stava facendo burro — la zangola rovesciata lo conferma — ha avuto solo il tempo di chiudere Dorothy nella botola prima degli spari; non c’è stato un saccheggio metodico, solo caos e violenza.
Quando Kelvor rientra, Brannagh ha già riassunto la situazione alla folla. La discussione vira su cosa fare dell’orfanella e della concessione: portarla a Valdoren, tenerla tra i carri, spartire la responsabilità, giustificare il bottino come «per Dorothy». Qualcuno vorrebbe quasi fermarsi e contendersi il podere. Grombrindal, ancora segnato dal combattimento — sangue rappreso sul volto e sulla armatura — è furibondo all’idea che si possa derubare una bambina di sette anni; quando anche il più avido desiste, resta un lungo silenzio carico.
Andrew Carver confessa di non capire il piano dei briganti: sono troppo pochi per colpire tutta la carovana e troppi per una razzia da quattro soldi; teme una seconda ondata o un diversivo. Theodor Strand, impegnato sulla sicurezza del perimetro, non vede nulla oltre ciò che già noto — servirebbe seguire le tracce lontano.
Non c’è consenso chiaro tra i carovanieri: Brannagh dice che imporrà la linea della maggioranza se serve e chiede al gruppo — e in particolare ad Andrew — cosa fare. Si concorda di accamparsi, mandare due cavalieri veloci verso Valdoren per Silas Drummond e tenere la carovana meno sguarnita possibile.
Olaf Halverson, uomo dalla barba incolta e sopracciglia cispose, si fa avanti: vorrebbe adottare Dorothy, e giura che Maren Halverson, sua moglie, non avrebbe nulla da obiettare.
Gud Bender effettua Individuazione del magico: al netto delle impronte già note sulle tecnomagie da fuoco, non emerge altro.
Si scavano le fosse per Henry e Martha: Kelvor e Dora ci mettono il cuore e il sudore; il paladino dedica alle tombe dei genitori un breve commiato. I cadaveri dei briganti sono invece trascinati nel campo e abbandonati perché corvi e avvoltoi facciano il resto — non è ipocrisia verso i predoni, è pragmatismo.
Presso il mucchio di pietre sotto i meli, Dorothy ritrova la tomba di Toby; quando si scava per i genitori o si smuove terra vicino alle tombe, lei corre al fratellino e piange stringendo la pietra incisa.
Theodor segue le impronte oltre una collina e trova quattro cavalli legati ad arbusti; le orme continuano verso un insediamento minore senza una direzione unica. La sua teoria: i quattro non sapevano che il gruppo dei guardiani era stato assunto solo all’ultimo giorno prima della partenza — si aspettavano una carovana più sguarnita. Gud recupera le cavalcature; i cavalli hanno marchi diversi, segno di furti in luoghi e tempi diversi (uno da un grosso ranch a nord di Valdoren, proprietà della famiglia Whitelist).
Al calar del sole la carovana è in cerchio, bestie e bagagli al centro; pasto sobrio. Quando è buio — momento in cui nani e mezzelfi sono particolarmente utili ai turni di guardia grazie alla scurovisione — arrivano i messi con Silas Drummond.
Lo sceriffo, già noto al gruppo per le taglie consegnate con Lucien McCullaghan, è sfinito. I Mercer si erano trasferiti pochi anni prima da Selvarno e non hanno parenti in zona; se lasciano la bambina a lui, dovrà portarla in orfanotrofio. Si accorda con Brannagh su tutela, concessione e una versione legale comoda: altri briganti avrebbero saccheggiato dopo la sparatoria, così i PG restano «puliti». Drummond spiega che verso Selvarno un messaggio deve passare da New Avalon lungo la costa: il telegrafo è una tecnologia ancora nuova, con linee in espansione — costoso e non immediato.
Si profila Olaf Halverson come possibile tutore; Gud nota che giustizia e legalità non coincidono sempre. Si parla di qualcuno che già covava interesse sulla concessione magari per non pagare il dovuto.
Concluso l’incontro, Kelvor chiede a Drummond se sui briganti morti pendono taglie. Lo sceriffo li riconosce: piccoli criminali, «ladri di galline», dieci dollari ciascuno — quaranta in tutto. Non può liquidare subito il credito in mezzo alla prateria, ma promette di ricordarsi dei PG: se un giorno rientreranno a Valdoren, avranno quaranta dollari da incassare. Drummond accetta zuppa e fuoco per la notte; una stretta di mano con Brannagh sancisce l’accordo.
Personaggi non giocanti incontrati
- Hector Brannagh — Media la carovana, convoca la riunione, negozia con Drummond e coordina l’accampamento.
- Andrew Carver — Gestisce gli ordini operativi, traccia su cavalli e perlustrazioni; trattiene Theodor finché non c’è decisione collettiva.
- Theodor Strand — Scout; segue le tracce e offre la teoria degli assunti «all’ultimo momento» e dei quattro briganti disperati.
- Silas Drummond — Sceriffo federale di Valdoren; tutela legale, telegrafo verso Selvarno, taglie e credito dei $40.
- Olaf Halverson — Carovaniere; barba incolta, sopracciglia cispose; si offre di adottare Dorothy citando il consenso della moglie Maren.
- Maren Halverson — Moglie di Olaf sul carro di famiglia; non interviene ancora a voce sulla proposta di adozione.
- Dorothy Mercer — Si affida soprattutto a Dora; testimone degli ultimi rituali per i genitori.
Luoghi visitati
- Fattoria Mercer — Ricognizione, dibattito, tombe dei Mercer, corpi dei briganti lasciati al campo; accampamento notturno sulla Via dei Coloni.